I resti bizantini

Gli ambienti sotterranei ritrovati tra le mura della chiesa crociata attrassero particolarmente l’attenzione dei francescani. Si trattava di una grotta che conteneva una serie di sili a pera e una cisterna molto grande, collegata con l’esterno da una scala intagliata nella roccia. Sembra che l’insieme sia frutto di una sistemazione successiva di questa zona del villaggio, forse di età bizantina. Furono i primi resti del villaggio a venire alla luce: la parte restante fu trovata negli scavi del 1930, realizzati per la costruzione del nuovo convento, e nel 1955, per la costruzione del Santuario dell’Annunciazione.

Sulla superficie della roccia fu trovata una piccola vasca, probabilmente di età bizantina, di circa due metri per lato che, assieme ad un pilastro, alla scala che scendeva nella grotta e ad un muro ritrovato sotto l’abside crociata, era orientata diversamente dalla chiesa crociata. Per questo viene interpretata come parte di un edificio più antico. La vasca scavata nella roccia, simile a quella che più tardi venne alla luce nella chiesa dell’Annunciazione, ha una scaletta, con sette gradini che scendono sul fianco sud. I gradini e il fondo sono ricoperti di mosaico decorato con un semplice disegno a riquadri neri su fondo bianco. Sul fondo della vasca, nell’angolo di nord-ovest, vi è un avvallamento circolare che probabilmente serviva da collettore delle acque. Le pareti sono ricoperte d’intonaco.
La vasca e gli ambienti sotterranei furono studiati da P. Bagatti e da P. Testa: l’ipotesi era che l’insieme fosse servito ai riti battesimali giudeo-cristiani. Lo testimonierebbero: la cisterna, utile per fornire l’acqua del battesimo, la grotta, preposta alle preliminari cerimonie d’iniziazione e, infine, la vasca dove i battezzandi venivano immersi. L’ipotesi, però, non è ritenuta valida da alcuni studiosi come la Taylor, che propende per una funzione agricola della vasca e delle grotte, da ascrivere dunque ad un frantoio bizantino. Tale ipotesi muove dall’osservazione del rivestimento musivo della vasca, che è il tipico rivestimento delle vasche che raccolgono il prodotto della spremitura, ed è, almeno apparentemente, privo di simboli religiosi.