Barbone Morosini

Peregrinagio de mi Barbon Moresini al viagio de Jerusalem et altri lochi de Terra Santa (1514)

Il mercante Barbone Morosini raggiunge Damasco con le galee veneziane probabilmente per affari commerciali e da lì parte per un avventuroso viaggio di fede e devozione in Terra Santa. Nel luglio del 1514 è ospitato nel convento del Monte Sion dal Custode Francesco Suriano e dai frati della corda.
Dalla sua descrizione della grotta di Nazaret si ha conferma che, all’inizio del Cinquecento, si venerano due colonne, una dove stava l’Angelo e una dove stava Maria al momento dell’Annunciazione e che vi sono due altari affiancati, uno per Giuseppe e uno per Maria.

La grande chiesa è in rovina e piena di sassi. A levante della chiesa, sul lato destro, vi è una grotta da cui si discende sul lato sinistro tramite otto gradini. In fondo alla scala vi è uno spazio, sulla sinistra, che si estende verso ponente dove, sul muro di fondo, c’è una scala con una porta tamponata con sassi. Di fronte alla scala che conduce al luogo venerato dell’annunciazione, c’è un altro spazio che si estende verso tramontana, con all’ingresso, sul lato sinistro, due colonne. Ai piedi di queste colonne, in una stava l’Angelo e nell’altra la Vergine Maria quando ricevette il saluto. Oltre le colonne, verso tramontana, ci sono le abitazioni della Gloriosa Vergine e di San Giuseppe, suo venerato sposo, ricavate nella roccia, nel mezzo della quale, nel volto di sopra, si vede un archivolto che non divide chiaramente la stanza dove, verso levante, ci sono due altari in memoria di questi luoghi, uno dove stava la Vergine e l’altro Santo Giuseppe. La grandezza della grotta giudico essere, tra le colonne, circa quattro passi e mezzo di lunghezza e due di larghezza. L’altro vano, fra le due scale, è di grandezza simile.

Cruciani Libero, Barbone Morosini: pellegrinaggio in Terra Santa, in “Studia Orientalia Christiana Collectanea”, vol. 33 (2000), pagg. 251-336