Giovanni Phocas

The pilgrimage of Johannes Phocas (1177)

Il monaco greco di Creta in compagnia di un suo compagno si reca a Nazareth lasciando un dettagliato resoconto di quello che vide. La visita si colloca dopo il terremoto del 1170 (la data è incerta, forse 1177, forse 1185) che, secondo Bagatti, causò danni anche alla cittadina. Nella descrizione la Basilica risulta impreziosita con nuove decorazioni. Si riferisce, ad esempio, che all’ingresso della Grotta vi sono dipinti dell’Annunciazione, probabilmente icone. Questo ha fatto pensare che le nuove decorazioni appartenessero al progetto di decorazione del complesso crociato, forse promosso dopo il terremoto, grazie agli aiuti che arrivarono dalla Francia, progetto a cui forse appartengono anche i capitelli degli apostoli, mai messi in opera.
Il pellegrino descrive un solo ingresso alla Grotta e tre luoghi principali all’interno. Tuttavia, la descrizione di Phocas si discosta da quella dI Teodorico: il posto descritto da Teodorico per la nascita di Maria è, per Phocas, il luogo in cui Maria visse, mentre quello in cui Giuseppe venne sepolto, è per Phocas il luogo in cui visse Gesù dopo il ritorno dall’Egitto. Tuttavia, l’organizzazione essenziale dell’interno non cambia.

« La casa di Giuseppe è stata cambiata in un bellissimo tempio nella cui parte sinistra, presso l’altare, vi è una grotta che non appare nelle viscere della terra ma alla superficie, la cui apertura è stretta e tutta ornata di marmo bianco. Ivi la mano del pittore ha rappresentato l’angelo che, volando, discende dalla madre senza marito e la saluta col lieto annunzio, andando verso di lei che è austeramente dedita al lavoro di filare; ed è raffigurato come se le parlasse. La vergine, invero, come spaventata dall’inaspettata visione, ha subito voltato la faccia per paura di lui e quasi non le cade la porpora di mano. Lasciata la camera, essa incontra una parente e amica l’abbraccia con amichevoli saluti. Entrando per l’apertura della spelonca, discendendo pochi gradini, vedi l’antica casa di Giuseppe nella quale apparve l’arcangelo alla Vergine quando era ritornata dalla fonte. In questo luogo dove è avvenuta l’Annunciazione, v’è una croce di pietra nera intagliata nel marmo bianco e su questa croce un altare. A destra dell’altare, una stanzetta nella quale stava sempre la Vergine Madre di Dio. Nella parte destra dell’Annunciazione si vede un’altra stanzetta senza luce, dove si dice che nostro Signore, ritornando dall’Egitto, vi dimorò fino alla Decollazione del Precursore (decapitazione di Giovanni Battista). »

B. Bagatti - E. Alliata, Gli scavi di Nazaret. Vol. II. Dal secolo XII ad oggi, Jerusalem 1984, pag. 25