Teodorico 1172

Libellus de locis sanctis

Il monaco tedesco Theodoric, si recò in Terra Santa nel 1172 redigendo un prezioso diario di viaggio, con precise indicazioni su Nazaret.
Nella sua descrizione, egli colloca la Grotta in un’abside della navata sinistra, come effettivamente dimostrato dagli scavi di Viaud. Teodorico registra alterazioni nel complesso della Grotta: invece che dei due accessi ricordati da Daniele, egli parla di un'unica scala di accesso con 15 gradini. Questo dato suggerisce che ad un certo punto i crociati limitarono il passaggio alla Grotta a una singola entrata, probabilmente quella di ovest. L’alterazione può essere stata la conseguenza della costruzione della camera voltata dove i pellegrini facevano memoria della nascita della Vergine Maria. Questa camera è probabilmente quella chiamata successivamente “Cappella dell’Angelo”.
La descrizione di Teodorico sostanzialmente coinciderà con quanto dirà il Quaresmi nel 1639, a proposito dell’organizzazione dei luoghi nella Grotta.

« A quattro miglia dal Monte Tabor si trova verso ovest la gloriosissima città di Nazaret sulla strada di Acco, là è costruita una veneranda chiesa, illustre per l’onore di essere sede vescovile e per la dedica fatta alla Madonna Santa Maria. In questa chiesa, nell’abside sinistra, si scendono quasi quindici gradini in una grotta sotterranea, dove verso oriente è segnata una crocetta nel fondo di un altare cavo, per indicare che ivi per mezzo dell’Arcangelo Gabriele fu annunziato alla medesima Madonna (l’incarnazione) di Cristo. Verso la parte sinistra di quell’altare, cioè verso nord, Giuseppe suo sposo, ovvero nutritore del Salvatore, riposa sepolto; su quel (sepolcro) è stato posto un altare. Inoltre, verso destra cioè verso sud, vi è un luogo con una crocetta impressa fino al suolo, al di sopra è arcuato; lì la Beata Madre di Dio nacque da Anna, sua madre. »

Itineraria Hierosilymitana Crucesignatorum, Vol. II, a cura di Sabino de Sandoli, Jerusalem 1983, cap. XLVII, pagg. 380-381