Anonimo di Piacenza

Itinerarium Antonini Placentini (570 ca.)

L’itinerario è la descrizione molto dettagliata del viaggio di un anonimo pellegrino che, partendo da Piacenza, si reca in Terra Santa con alcuni compagni, in un periodo in cui la rotta dei pellegrinaggi era ancora abbastanza sicura e protetta dal controllo imperiale bizantino.
La visita a Nazaret lascia al pellegrino un’ottima impressione: vi vede “cose meravigliose”, come la sinagoga in cui Gesù studiava e la casa in cui visse Maria, trasformata in una basilica. Dalla testimonianza si deduce che il villaggio era ancora a maggioranza giudaica e che persistevano delle tensioni religiose con la comunità cristiana.

« Da Tiro giungemmo nella città di Nazaret, in cui ci sono molte cose meravigliose. E’ appeso lì il volume su cui il Signore scrisse abc.
Nella sinagoga è posta la trave su cui si sedeva con gli altri fanciulli. La trave viene mossa e sollevata dai Cristiani ma i Giudei per nessun motivo riescono a smuoverla; non si lascia neppure portare fuori.
La casa di Santa Maria è ora una basilica e molti sono i benefici effetti che vengono a chi riesce a toccare le vesti di lei.
Nella città è tanto grande l’avvenenza delle donne ebree che in quella terra non si potrebbero trovare donne più belle e dicono che questo è stato concesso loro da Santa Maria; infatti affermano che fu loro antenata; e mentre gli Ebrei non hanno nessuna carità verso i Cristiani, esse sono piene di ogni attenzione.
La regione è simile al paradiso; per abbondanza di grano e di ricchezza è simile all’Egitto. Benché piccola, eccelle nella produzione di vino, olio, frutta e miglio.
Il miglio poi è più alto del normale, di stelo grosso, supera la statura di un uomo. »

C. MILANI, Itinerarium Antonini Placentini. Un viaggio in Terra Santa dal 560-570 d.C., Milano 1977, pag. 238