Il tipo di edificio e la sua datazione

Studiando i diversi elementi architettonici appartenuti all’edificio pre-bizantino, P. Bagatti si convinse che si trattasse di una costruzione di “forma sinagogale” con “uno stile architettonico cristiano finora ignorato”, che dai confronti stilistici poteva essere ascritto ai secoli II-IV d.C., dunque costruito dalla locale comunità giudeo-cristiana.

Dieci anni più tardi, il francescano P. Corbo, coadiuvato da P. Alliata, interpretò in modo nuovo gli studi di Bagatti. I due archeologi collocarono idealmente al loro posto tutti i pezzi architettonici e trovarono una spiegazione per la posizione inusuale di certi graffiti, come quello del “Chaire Maria” inciso sulla base di una colonna. Essi ritennero che si dovesse ipotizzare l’esistenza di un edificio completamente originale, formato da due aule affiancate, di cui la prima rialzata di circa un metro rispetto alla seconda, che racchiudeva le grotte. Dalla sala superiore era possibile affacciarsi a quella inferiore: le due zone erano separate da un colonnato intervallato da transenne che fungevano da parapetto. Attraverso alcuni scalini ricavati nella roccia si accedeva alla sala inferiore. Tutti i mosaici pavimentali erano orientati verso le grotte venerate, ovvero verso il fulcro dell’intero edificio.

Una struttura su due piani, dunque, avrebbe reso possibile a un pellegrino posto nella sala inferiore d'incidere il “Chaire Maria” alla base di una colonna della sala superiore.

Per la datazione dell’edificio P. Corbo aderisce a pieno alla testimonianza di Epifanio, che attribuisce al Conte Giuseppe la costruzione di questa “chiesa-sinagoga” di tipo “giudeo-cristiana” tra il 335 e il 350 d.C.

La Taylor, nei suoi studi sulle origini dei giudeo-cristiani, legge criticamente gli scavi di Nazaret e le interpretazioni di P. Bagatti, giungendo ad altre conclusioni: il primo edificio doveva essere una “piccola e non convenzionale chiesa” che comprendeva le grotte e che era chiamato la “Casa di Maria”. Nel caso di Nazaret mancherebbero, secondo la studiosa, elementi standardizzati dell’architettura sinagogale. Basandosi soprattutto sui graffiti in lingua armena, idioma che secondo la studiosa si sarebbe diffuso poco prima del VI secolo d.C., la distruzione di questa chiesa sarebbe da collocare alla fine del V - inizio del VI secolo. Anche per la Taylor è molto probabile che l’edificio sia stato costruito per volere del Conte Giuseppe, per favorire i pellegrinaggi alla casa di Maria, e non dalla comunità giudeo-cristiana di Nazaret.