I graffiti

Molti graffiti e qualche scritta eseguita a carboncino si possono osservare sui blocchi di pietra rinvenuti sotto i mosaici del pavimento: confermano che l’edificio, demolito e sostituito dalla chiesa bizantina, era un luogo venerato. I fedeli e i pellegrini che lo visitarono, lasciarono disegni, invocazioni, nomi e preghiere: è evidente che la venerazione era di tradizione cristiana e soprattutto che era legata al culto mariano.

Le scritte si conservano in modo incompleto e sono spesso di difficile lettura: testimoniano l’uso prevalente della lingua greca e armena. Al museo archeologico che affianca la Basilica dell’Annunciazione sono esposte le iscrizioni più significative legate alla venerazione mariana. Una riporta l’espressione “bella ragazza” in armeno, che si pensa sia riferita a Maria; l’altra, scritta alla base di una colonna, invoca in greco il “Chaire Maria” (Rallegrati Maria), le parole del saluto dell’Angelo Gabriele alla Vergine. Quest'iscrizione è molto antica e forse precede il Concilio di Efeso, del 431, da cui si sviluppò il culto di Maria “Theotókos”, madre di Dio.

Insieme con le invocazioni si trovano anche alcuni disegni. Il più noto rappresenta un uomo diritto in piedi che tiene con la destra un’insegna: P. Bagatti volle vedervi il Battista vestito di pelli che sostiene la croce cosmica, mentre altri studiosi vi riconoscono un soldato romano con elmo, corazza, insegna e scudo.