Età Ottomana

Nazaret a fine 1800

Durante il lungo impero turco ottomano (1517-1917), la chiesa Greca beneficiava di maggiore sostegno e vantaggi da parte dei Sultani rispetto a quella Latina, a motivo della sua collocazione geografica nello stesso impero. A Nazaret, ad esempio, la chiesa di San Gabriele era officiata dal clero greco, come testimonia il Custode Bonifacio da Ragusa durante il suo pellegrinaggio ai luoghi santi.

Nel 1620, per merito dell’emiro druso di Sidone Fakr-el Din II, il Custode Tommaso Obicini da Novara prese possesso della Grotta dell’Annunciazione, delle rovine della basilica di Nazaret e di quelle della Tasfigurazione sul Tabor. I francescani vi riattivarono così il culto latino. All’arrivo dei francescani seguì quello dei Maroniti e dei Melchiti, cattolici di rito orientale che formano ancora oggi la maggioranza della comunità cristiana della città.

Le prepotenze ottomane contro i cristiani pesarono anche sui residenti di Nazaret: nel 1624 il villaggio fu saccheggiato per ordine dell’Emiro Tarabei e i francescani fuggirono assieme agli abitanti per non essere catturati. Alla morte dell’emiro Fakr-el Din (1635), sostenitore dei francescani, s’intensificarono le persecuzioni contro i frati. Nel 1638, gli abitanti del villaggio cristiano di Nazaret vennero attaccati dai musulmani di Sefforis e, nonostante il tentativo di difesa reso possibile grazie alle possenti rovine della chiesa crociata, l’abitato fu conquistato, le abitazioni bruciate e gli abitanti messi in fuga. Entro la fine dello stesso secolo, i francescani cercarono più volte di far valere i propri diritti contro le continue devastazioni ordinate dal capo di Safed, che fece incendiare chiesa e altari e assaltare ripetutamente il convento in cerca di denaro.

Finalmente, nel 1730 fu possibile ricostruire sopra la grotta dell’Annunciazione una piccola chiesa quadrata, affiancata dal nuovo convento francescano, che fu benedetta dal Padre Custode Andrea da Montoro il 15 ottobre dello stesso anno. In assenza di un’autorità governativa, la comunità francescana, per buona parte del secolo, assunse anche l’onere dell’amministrazione civile e giudiziaria sia su Nazaret che su altri villaggi circostanti per conto del Pascià di Sidone e del governatore di Acco. Entro il 1789 Nazaret tornò ad avere un proprio Governatore che risiedeva in un palazzo ed era onorato come un principe.

Durante l‘800 l’impero Ottomano iniziò a risentire delle spinte nazionaliste arabe, che portarono alla politica più liberale e riformista del sultano Abdülmecid I (1839-1861). Anche Nazaret beneficiò della maggiore apertura e stabilità economica che le consentì un rapido sviluppo. La comunità era formata soprattutto da cristiani appartenenti a diversi riti (4000 fedeli cristiani e 2000 musulmani).

Con l’incremento del numero dei fedeli la capienza della piccola chiesa francescana divenne inadeguata, così nel 1877 si decise di allungarne la navata. Questa chiesa fu usata fino alla costruzione di quella attuale.

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