Età Bizantina

In età bizantina aumentano le informazioni sulla storia cristiana del villaggio: Epifanio (IV secolo) descrisse l’interessamento che il Conte Giuseppe espresse all’imperatore Costantino al fine di poter ottenere il permesso di costruire alcune chiese in Galilea, e anche nella stessa Nazaret. Un autore più tardo, del IX secolo, in una sua vita di S. Elena, affermò che la madre di Costantino avrebbe cercato personalmente a Nazaret la casa dove Maria ricevette l’annuncio dell’Angelo e che vi avrebbe fatto erigere un magnifico tempio.

San Girolamo, che visitò Nazaret assieme alle discepole Paola ed Eustochio, non registra la presenza di un luogo di preghiera presso la casa di Maria, forse perché amministrato da giudeo-cristiani, in contrasto con la chiesa dei gentili da cui Girolamo proveniva.

Nel VI secolo le due comunità, ebraica e cristiana, di Nazaret possiedono ciascuna un proprio luogo di culto: gli ebrei la Sinagoga e i cristiani la chiesa della Casa di Maria, come ricorda il diario di pellegrinaggio dell’Anonimo Piacentino (570 ca.). La fonte parla di una basilica dove il pellegrino vide le vesti di Maria, che procuravano molti “benefici” a chi le toccava.

Con l’arrivo dei persiani, nel 614, la comunità cristiana di Nazaret dovette patire pesanti persecuzioni da parte della comunità ebraica alleata con Cosroe II. Nel 630, con la riconquista bizantina della Galilea, furono gli ebrei a subire una dura persecuzione, che formalmente mise fine alla presenza della comunità ebraica a Nazaret.

Nel 670 il pellegrino Arculfo vi trovò due chiese, una della Nutrizione, l’attuale chiesa di S. Giuseppe, e l’altra della Casa di Maria, quella della Basilica dell’Annunciazione. Il pellegrino non nomina più la sinagoga appartenente alla comunità ebraica.

Poche sono le notizie riguardanti il periodo arabo che precede le crociate (638-1099). Willibaldo, nel 723-726, vi notò la sola chiesa dell’Annunciazione, ricordata ancora nel 943 dallo storico e geografo arabo al Mas'udi.

La Nazaret antica
Età Crociata
I Mamelucchi
Età Ottomana
L’ultimo secolo